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Il Villaggio Lamaforca è direttamente sul mare, ci si arriva percorrendo la SS 379 Bari-Brindisi (E16) e prendenso l’uscita Torre Pozzella – Ostuni – Lamaforca, seguendo poi le indicazioni Lamaforca verso il mare per circa 1 km. Dalle chiese ai castelli, dai centri storici alle architetture rurali, dai litorali marini alle specialità culinarie, i caldi umori mediterranei si mescolano alle "visioni" di una regione ricca di tradizione e di storia.
Sull'intricato tessuto storico che nel tempo, dopo il sovrapporsi sulle primitive popolazioni illiriche della civiltà della Magna Grecia, messanica e romana, ha visto un avvicendarsi, sempre cruento, delle dominazioni longobarda, saracena bizantina, normanna, angioina,aragonese e borbonica, si è andato formando il mondo Puglia, una delle regioni d'Italia dalla nettissima fisionomia. La Puglia quindi offre al turista i motivi di interesse più vari sotto il profilo storico ed artistico, anche perchè spesso i monumenti e le testimonianze da vedere costituiscono un'esperienza unica nel suo genere.
TORRE SANTA SABINA ( 2 Km.) La Torre Santa Sabina, del XVI secolo (una precedente risaliva al XIII secolo), ha forma stellare a quattro spigoli orientati verso i punti cardinali, con coronamento merlato: costruzione di difesa eretta sulla riva del mare agli inizi del XVI secolo sul luogo di un villaggio e porto di antica tradizione storica. Posta lungo il corso della antica via romana «Traiana», sede della stazione postale che prese il nome di ad Speluncas, proprio per le numerose grotte che si trovano in questo luogo.
CAROVIGNO ( 8 Km.) Importanti avanzi delle mura megalitiche, a massi rozzamente squadrati, si vedono a N e a O del paese. Il nucleo medievale (la Terra) presenta interesse per la caratteristica urbanistica, con alcuni tratti della cinta aragonese (secoli XV-XVI): in essa si aprono la Porta Brindisi, la Porta Nuova e l’Arco del Prete.
Il monumento principale è il Castello Dentice di Frasso, costruito nel sec. XIV-XV restaurato nel 1906. Una residenza fortificata esisteva già dal secolo XIII, ha l'impianto triangolare con torrioni ai vertici (caratteristico quello settentrionale a mandorla, raro nell'architettura militare italiana, per cui si è pensato all'intervento di Francesco di Giorgio Martini). Attigua al castello la chiesa di S.Anna, edificata dalla famiglia Imperiali (secc. XVII-XVIII) con funzione di cappella privata dei feudatari (profondamente rinnovata in stile neoromanico).
La Parrocchiale, dedicata all’Assunta, rifatta nel 1837, conserva della costruzione cinquecentesca una rosa sul fianco destro e l'abside della navata sinistra. Particolare l'abside interna scavata da dieci nicchie su due ordini. Sull’altare maggiore Ultima Cena, tela solimenesca (sec. XVIII).
La chiesa del Carmine, attigua al palazzo di città. All’interno sono custoditi affreschi risalenti al sec. XVIII rappresentanti l’Ultima Cena e Sant’Elia nel deserto, nonché un San Lorenzo tra i martiri Leonardo e Stefano, olio su tela del sec. XVIII.
A 4 km ad Est dal paese si trova il Santuario della Madonna del Belvedere, ricostruita nel 1875 sul posto di un monastero basiliano, di cui resta una cripta in cui vi si accede scendendo 47 scalini. Il ciborio conserva la data del 1501, la firma di un Giovanni Lombardo di Ostuni e il nome del committente: Pirro de Loffredo. Su un altare laterale vi è l’affresco (molto antico, ma più volte ridipinto) con il dolce volto della Madonna, molto venerato dal popolo nella settimana successiva alla Pasqua e altri affreschi tardo-bizantini.
OSTUNI ( 8 Km.) La caratteristica più peculiare del centro storico, che così tanto affascina i turisti, è l'imbiancatura a calce delle case fino ai tetti. L’uso, attestato sin dal Medioevo, deriva, oltre che dalla facile reperibilità della calce come materia prima, dalla necessità di assicurare alle viuzze e agli ambienti ristretti di impianto medievale una maggiore luminosità, data dalla luce sia diretta che riflessa. Questo uso fa sì che Ostuni sia denominata spesso Città Bianca o Città Presepe, ed è una caratteristica che la rende riconoscibile e indimenticabile ai visitatori. Per il 2009 ed il 2010 ha ricevuto la Bandiera Blu e le cinque vele di Legambiente per la pulizia delle acque della sua costa e per la qualità dei servizi offerti.
Nel centro storico di Ostuni vi sono le seguenti chiese:
La Concattedrale di Ostuni, posta alla sommità del colle più alto, fu iniziata nel 1435 e completata tra il 1470 e il 1495. Ha una bellissima, caratteristica facciata di tarde forme gotiche, tripartita da lesene. La facciata è aperta da tre eleganti portali ogivali (nella lunetta di quella mediano, bassorilievo raffigurante la Madonna col Bambino in gloria) sormontati ciascuna da una rosa, di cui quella centrale a 24 raggi, notevolissima per dimensione e ricchezza d'intagli. Altre belle rose sono nelle testate del transetto. Al termine della navata sinistra è un altare in legno del 1734 con busti dei santi Oronzo, Biagio e Agostino. Nell’abside coro in legno di noce riccamente intagliato (XVII secolo). Nella navata destra sepolcro del vescovo Filo (1720) e nell'ultima cappella c’era una Madonna col Bambino e Santi, di Jacopo Palma il Giovane (trafugata). L'Archivio capitolare possiede oltre 200 pergamene dal 1137.
Il monastero delle Carmelitane, del '700, a cui è annessa la barocca chiesa di San Vito martire (nota anche come Santa Maria Maddalena), del 1750-1752, dalla fastosa facciata curvilinea con fastigio spezzato, ricco finestrone centrale e cupola a mattonelle policrome. All'interno notevoli il pulpito ligneo del ‘600, il monumento funebre di Cono Luchino Del Verme (1747) e i sontuosi altari barocchi di Francesco Morgese (1763), le cui tele, opera di Domenico Lettieri (1760) sono conservate nell’adiacente Museo di Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale.
La chiesa di San Giacomo di Compostela o dei Santi Cosma e Damiano, eretta nel 1423; la chiesa di San Francesco d'Assisi, di fondazione medievale, ma con facciata del 1882: la chiesa dello Spirito Santo (1637) ha un bel portale rinascimentale con bassorilievi attribuibili al XV secolo, di gusto ancora tardogotico.
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